Visto che la maggior parte dei titoli delle nostre canzoni pare non abbiano nulla a che vedere con il contenuto delle canzoni stesse, mi piacerebbe raccontare qualcosa a proposito dell’origine di questi titoli bizzarri e magari anche a proposito delle canzoni. Ogni giorno un titolo.
Inizierei con DELAY:
è contenuta nel primo demo registrato nel lontano 2003 da helder stefanini. bisogna premettere che quella versione (rimasta sostanzialmente inalterata ad oggi) è ben diversa dalla prima stesura. I miei superstiti compari dovrebbero infatti ricordare che quella canzone ebbe origine nella sala deluxe dello sliver con un giro della strofa sempre in drop ma completamente diverso molto più cupo col basso in ottavi e un tempo di batteria abbastanza anomalo per luca. poi robbi non lo digeriva e piano piano lo ha cambiato col giro attuale col nostro benestare. invece il giro del ritornello è sempre rimasto lo stesso e secondo me è proprio un bel giro e mi ricordo ancora che quando l’abbiamo tirato fuori (in particolare la chiusura del ritornello) ne eravamo tutti molto soddisfatti. bene dicevo che robbi ha cambiato il giro di strofa e successivamente ha anche inserito l’intro di chitarra acustica. volendo mettere un effetto sull’intro abbiamo visto che l’unico che si sposava col tempo della canzone era un delay che ha nel multieffetto e così si è sempre tenuto quello. Il titolo della canzone deriva semplicemente da quell’effetto (ora tra l’altro non lo usa più). La cosa che però fa sorridere, è che nel ritornello il testo dica: “and i’ll wait for you…” e traducendo delay in “ritardo” pare che tutto torni: c’è uno in ritardo che forse ha anche tirato il pacco e un altro che è lì che lo aspetta.
questo è quanto se i miei compari hanno da aggiungere about it…